1. Che ne pensi?

Ergastolo: una pena di morte mascherata?

Da più di un secolo ormai si discute sulla validità e la giustizia della pena di morte in tutto il mondo. Ultimamente in Tunisia sono stati purtroppo commessi diversi omicidi, tra cui quello di Rahma, una ragazza uccisa brutalmente da un criminale, che poi le ha mozzato diverse parti del corpo. Quest’evento in particolare ha scatenato la rabbia popolare, sfociata in una serie di proteste che reclamano a gran voce l’uccisione del criminale attraverso la pena di morte; il Presidente della Tunisia in persona, Kaïs Saïed, si è dichiarato favorevole alla pena di morte in casi come quello ricordato sopra.

Molte persone nel mondo, non solo in Tunisia, sono favorevoli alla pena di morte in quanto la considerano un ottimo deterrente alla criminalità; la pena di morte, dicono, rende giustizia alle famiglie che hanno perso i propri cari ed elimina i criminali che mettono a rischio la sicurezza dei cittadini.

Uno degli esponenti più autorevoli dell’opinione pubblica contraria alla pena di morte è Cesare Beccaria, intellettuale di spicco della Milano settecentesca, autore del celebre trattato Dei delitti e delle pene; in esso si afferma che lo Stato non ha il diritto di decretare la morte di qualcuno dal momento che lo Stato stesso vieta ai cittadini di commettere omicidi. Beccaria dice anche che la pena di morte non è un deterrente dato che pur applicandola, il tasso di criminalità non diminuisce. Egli, inoltre, introduce una riflessione sulle cause della criminalità, riconducendole all’ingiustizia sociale: un ladro ruberebbe, in sostanza, perché ha fame o per sostenere la famiglia…

Se potessi rispondere a Beccaria probabilmente gli direi che la pena di morte è giusta perché il ruolo principale dello Stato è quello di garantire la sicurezza ai propri cittadini e quando un criminale mette a rischio la sicurezza dei cittadini lo Stato ha il pieno diritto e il dovere di condannarlo a morte. Chiaramente la pena di morte dovrebbe essere decretata in accordo con la gravità del crimine commesso, per cui un ladro che ruba perché ha fame, di certo non lo condannerei a morte.

Beccaria propone come valida alternativa alla pena di morte l’ergastolo. Anche in questo caso vorrei tanto potergli rispondere! Gli direi che l’ergastolo è inutile, che l’ergastolo è solo una scusa per far fare il lavoro del boia alla vita. Senza contare che la condanna all’ergastolo ha un costo per lo Stato, che deve mantenere economicamente il criminale a vita.

Insomma: a me sembra proprio che la pena di morte sia necessaria e che l’ergastolo sia solo una pena di morte mascherata.

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