1. Che ne pensi?

Il matriarcato al posto del patriarcato ?

La società civile è vissuta a lungo nel matriarcato. Trentacinquemila anni fa, ad esempio, si veneravano unicamente divinità femminili. Eppure, avvenne raramente che il potere fosse concentrato nelle mani di una donna. Capitò invece con frequenza a partire dal periodo ellenistico (323 – 31 a.C.), in cui abbiamo esempi di grandi regine: Berenice II, Arsinoe II, Cleopatra VII. Prima, tra V e IV secolo a.C., le donne potevano sì svolgere, temporaneamente, una professione, tuttavia non riuscirono mai, proprio come gli schiavi, a conquistare la cittadinanza, e rimasero pertanto escluse dalla democrazia ateniese. Lo stesso continuava a verificarsi dal medioevo fino alla fine del XX secolo: le donne erano ovunque considerate inferiori rispetto all’uomo: non avevano il diritto di divorziare, non potevano votare, non potevano accedere al servizio militare, non potevano abortire, non avevano lo stesso stipendio di un uomo, non avevano gli stessi diritti legali del marito, lo stupro non veniva considerato un reato contro la persona. I limiti delle donne erano molti di più rispetto a ciò che era loro permesso. La donna non è mai stata considerata importante, ma era sottomessa all’uomo in ogni condizione. Per quale motivo? A livello biologico, il fisico di una donna è più debole di quello maschile, quindi meno propenso a svolgere un lavoro dove la forza era fondamentale. In più, dal momento che era esclusa dal lavoro, le era imposto di restare a casa a prendersi cura della casa e dei figli, e pertanto non riceveva alcuna educazione; da ciò lo stereotipo diffuso dell’ignoranza femminile. Che cosa ne sarebbe stato dell’uomo, se fosse stato sottomesso come la donna? Avremmo avuto la stessa identica situazione, ma capovolta. Che cosa sarebbe cambiato? Assolutamente niente. Perché? Perché l’inferiorità di qualcuno rispetto alla superiorità di qualcun altro non porta certo ad un risultato costruttivo. Al contrario, impedisce il progresso. Per questo, al giorno d’oggi, il movimento femminista non si impegna nella sottomissione del maschio, bensì è sempre più impegnato a combattere la disuguaglianza. La parità risulta infatti necessaria, perché gli esseri umani sono più forti uniti. Così ci si potrebbe concentrare su quelli che sono i veri nemici del genere umano: l’inquinamento globale, i pregiudizi, il monopolio della mafia sulle droghe, il razzismo verso le minoranza sessuali. Il sogno del femminismo è un mondo dove uomo e donna sono sullo stesso piano, con le stesse possibilità e che operano su base meritocratica.

Collaboratore
Comments to: Il matriarcato al posto del patriarcato ?

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato.