Il fenomeno delle fake news (in italiano “notizie false”) ha iniziato a espandersi in questi anni. Queste bufale e complottismi sono aumentati sempre di più, e la colpa viene attribuita ai social network. Ma si può dire che abbia a che fare in generale con i mezzi di comunicazione di massa. Basta ricordare Orson Welles con la sua Guerra dei mondi, che nel 1933 attraverso la radio spaventò milioni di americani con la notizia di un’invasione aliena. Ma in realtà già da prima, nell’antica Roma, erano presenti teorie del complotto, soprattutto antisemite.

Un complotto che ancora oggi fa scalpore è quello sul terrapiattismo, che consiste nell’idea che la superficie della terra sia piatta anziché sferica. Colui che ha inventato questa fake news fu Samuel Roubotham, un inglese autodidatta, che nel 1849 pubblicò alcuni risultati dei suoi esperimenti per affermare la sua ipotesi sulla terra. Alla morte di Roubotham l’ipotesi fu ripresa da William Carpenter, che scrisse il libro Le 100 prove che la Terra non è una sfera. Una di queste prove era quella «aeronautica»: se si sale con un pallone aerostatico nel cielo, non si percepisce a occhio nudo la curvatura terrestre. Questa bufala è del tutto smentita, anche perché, grazie alla tecnologia e ai satelliti, siamo riusciti a fotografare la Terra. Nonostante questa indubbia prova, c’è gente che ancora si ostina a credere e a supportare questa teoria. In questo numero dell’«Hodierno», se ne parla anche qui.

Un’altra notizia falsa è quella sulla morte di Napoleone. Qui si sostenne che un impostore, che indossava l’uniforme da ufficiale britannico, si presentò in una locanda di Dover spacciandosi per l’assistente di Lord Cathart, allora comandante delle armate inglesi, dicendo che Napoleone era morto. Le petit Caporal rimarrà invece ancora vivo e vegeto per altri sette anni, ma la bufala mandò in tilt la borsa di Londra.

Un altro complotto attuale è quello riguardo all’allunaggio dell’Apollo 11. Secondo questa teoria, gli astronauti che si trovavano nella missione non atterrarono mai sulla Luna. La NASA e gli Stati Uniti avrebbe falsificato tutto, nello scontro con l’URSS per la conquista dello spazio durante la guerra fredda. Secondo i complottisti, le riprese dell’allunaggio sarebbero state fatte in studio con l’aiuto di effetti speciali. Questa fake news ha fatto così tanto scalpore che, secondo un sondaggio del 1999, il 6% degli statunitensi aveva dubbi sull’allunaggio. La realtà è l’esatto contrario: l’uomo ha sicuramente camminato sulla luna, come tutti hanno potuto vedere sugli schermi il 20 luglio 1969.  

In conclusione, ognuno può credere a quello che vuole, anche alle stupidaggini più insensate, ma da ciò può derivare un danno o un pericolo per la pace e la libertà della nostra società.

Karim Trabelsi, I L

Collaboratore
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