Le elezioni presidenziali americane si sono finalmente concluse dopo mille controversie che le hanno portate all’attenzione di tutto il globo. Celebri sono divenuti gli interventi di Trump, come quello del 3 settembre 2020 durante un suo comizio, quando ha invitato i suoi elettori a “sfidare il sistema elettorale e votare due volte: una di persona e un’altra via posta”, azione che secondo le leggi americane se compiuta volontariamente è illegale.

I risultati delle elezioni hanno proclamato Joseph Robinette Biden Jr. nuovo presidente degli Stati Uniti d’America con 306 voti elettorali contro i 233 per Trump e in percentuale ottenendo il 51,4% dei voti contro il 48,9%. Joe Biden ha concorso alle elezioni presidenziali presentando un programma politico prevedibilmente in netta opposizione con l’azione di governo del Presidente Trump. Durante la campagna elettorale Biden ha accusato il suo rivale di non essere stato in grado di gestire la pandemia da Covid-19, premettendo alla tutela della vita di migliaia di persone interessi di natura economico-commerciali; di conseguenza l’ormai presidente neoeletto ha promesso che sotto il suo mandato tamponi e vaccini saranno accessibili a tutti gratuitamente, ritornando quindi in

conformità al programma Obama-care sostenuto nella sua precedente esperienza da vicepresidente. Un altro punto in cui Biden è in disaccordo con Trump riguarda i trattati di libero scambio approvati durante l’amministrazione di Obama; l’operato di Trump avrebbe fatto retrocedere, secondo l’ottica del neopresidente eletto, gli Stati Uniti nei rapporti commerciali con la Cina e in generale col resto dei partner internazionali. Il programma di Biden segue invece l’operato già avviato dall’amministrazione Trump per quanto riguarda l’intenzione di ritirare le truppe statunitensi dall’Afganistan, allo scopo di porre fine a una campagna aperta da piu di vent’anni. Per quanto riguarda la politica interna, Biden ha intenzione di profondi cambiamenti, a partire dall’abolizione della pena di morte e della libertà su cauzione; per l’ambiente è previsto il rientro degli Stati Uniti negli accordi di Parigi e un aumento della spesa a 1,7 trilioni di dollari, per far raggiungere al Paese la neutralità climatica entro il 2050.

Nonostante l’esito conclusivo delle elezioni, Trump ha deciso di portare avanti una serie di ricorsi legali nel tentativo quasi maniacale di ostacolare in tutti i modi la proclamazione di Biden a nuovo Presidente eletto. Questo atteggiamento ostativo ha portato come unico risultato la nascita di numerosi critiche nei confronti del presidente uscente sia da parte dei colossi del Web sia da gran parte dei mezzi di informazione statunitensi e persino da svariati membri del partito Repubblicano, cui Trump stesso appartiene. Dopo il fallimento del tentativo per via legale, Trump è passato all’attacco sui social, avviando una vera e propria campagna di fake news che lo presentassero vittima di brogli elettorali e di un complotto ordito a suo danno. In risposta Twitter avrebbe dapprima censurato svariati tweet dell’ex-presidente, dichiarandone falso il contenuto, per poi ripubblicarli etichettandoli con la dicitura: “questa affermazione sulla frode elettorale è contestata”. La densa atmosfera di tensione creata da questi avvenimenti, è sfociata il 6 gennaio 2021, quando i sostenitori di Trump hanno dato vita a una protesta davanti al Capitol Hill, sede del Parlamento statunitense, in occasione della seduta del Congresso riunito per proclamare l’elezione di Joe Biden. La follia dei manifestanti pro-Trump ha presto smesso di protestare per passare a una vera e propria invasione dei locali di Capitol Hill. L’assalto è avvenuto nel bel mezzo della seduta, costretta a essere interrotta dall’ingresso repentino di agenti di FBI e forze speciali intervenuti per mettere in sicurezza i parlamentari. La «manifestazione» si è conclusa con un bilancio di 5 morti e 13 feriti. Dopo essersi reso conto della gravità della situazione, Trump rimangia le sue stesse parole tentando di calmare la folla con un tweet: “Per favore, sostenete la polizia e le forze dell’ordine, sono davvero dalla parte del nostro Paese”. Ma questo non è sufficiente a far retrocedere i suoi supporter, ormai già all’interno di Capitol Hill.

Il coinvolgimento di Trump in questi fatti in qualità di responsabile primario ha indotto Facebook e Twitter alla sospensione dell’account del presidente a causa delle numerose violazioni delle politiche delle società, incluse minacce violente e incitamento all’odio. Le scelte di Facebook e Twitter sono scelte ‘pesanti’ e probabilmente si tratta della prima volta nella storia dei social che un politico viene censurato in questo modo. Gli avvenimenti sono ancora in corso ed non è così improbabile l’ennesima rimonta di Trump, magari attraverso una chissà qual mossa politica che lo faccia ritornare sotto ai riflettori.

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